Nel cuore spirituale di Assisi, all’interno della Porziuncola custodita nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, si conserva la Tavola del Perdono, opera realizzata nel 1393 e attribuita a Prete Ilario da Viterbo, figura ancora oggi avvolta nel mistero.
Pensata per illustrare ai pellegrini la nascita del Perdono di Assisi, la tavola racconta, attraverso una narrazione figurata intensa e luminosa, uno degli eventi più profondi della spiritualità francescana. Le sue scene guidano l’osservatore in una lettura progressiva e simbolica: dalla tentazione di Francesco al miracolo del roseto senza spine, dal gesto degli angeli che lo rivestono e lo accompagnano verso la Porziuncola, fino alla richiesta a Papa Onorio III e all’annuncio del Perdono universale.
Un’opera carica di storia, mistero e devozione, che ancora oggi restituisce la forza più autentica del messaggio francescano: la possibilità di una misericordia offerta a tutti, senza distinzione, come dono semplice, gratuito e luminoso.
A rendere ancora più suggestivo questo racconto sono tre elementi unici: l’enigmatica figura di Prete Ilario da Viterbo, conosciuto quasi esclusivamente per questa tavola; il valore spirituale e storico del Perdono di Assisi, aperto a ogni fedele; e la tradizione delle rose senza spine, che presso la Porziuncola continua a custodire la memoria del miracolo.
Le immagini sono a scopo illustrativo. Ogni pezzo è unico essendo lavorato e ritoccato a mano, pertanto possono esserci leggere variazioni da un esemplare all’altro.

Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, torna uno dei grandi classici della spiritualità dedicato al santo più amato di sempre: I Fioretti.
Una raccolta di cinquantatré episodi della vita di Francesco e dei suoi compagni, composta in volgare tra il 1370 e il 1390 da un anonimo autore toscano. Pagine che restituiscono, con freschezza e poesia, lo spirito del primo francescanesimo: l’amore per il creato, l’adesione a Cristo, la letizia, l’umiltà e la semplicità. Un racconto senza tempo, capace ancora oggi di parlare al cuore.
Questa edizione si distingue per una veste elegante, che accosta la limpida prosa dei Fioretti, nata nei luoghi in cui il Poverello visse e operò, a un altro straordinario capolavoro: le miniature della monaca clarissa Sibilla von Bondorf.
Realizzate nella valle del Reno sul finire del Medioevo, queste immagini, animate dallo stesso soffio evangelico, creano un dialogo affascinante tra parola e arte.
Il volume è arricchito da 61 straordinarie miniature eseguite dalla monaca clarissa Sibilla von Bondorf intorno al 1478, a Friburgo in Brisgovia. Opere di rara suggestione, tratte dal codice conservato presso il British Museum di Londra.
Ccaratteristiche Pala della Porziuncola
• Impresso su grassello di calce stagionato 3 anni, l’affresco è realizzato con la tecnica della Pictografia a fresco su calce, seguendo le tecniche del ’300 e in particolare il lavoro di Giotto ad Assisi. Infatti, sono stati utilizzati elementi privi di sali e alcali che nel tempo potrebbero compromettere lo strato pittorico.• Ogni gettata di affresco è realizzata a mano con materiali biologici e naturali.
• I colori a base di ossidi e la doratura conferiscono una brillantezza, una pienezza e una profondità dell’immagine impossibile da ottenere con qualsiasi altro tipo di pigmento.
• Ogni esemplare è unico, anche nella forma, perché lavorato e ritoccato a mano.
• L’affresco è montato con distanziatori e ganci in ottone realizzati a mano, su una tavola in legno di abete spazzolato, tinto color noce.
Numerazione da 1/599 a 599/599
Misura affresco: cm 52×45 ca
Spessore affresco: ± cm 1
Misura tavola di appoggio: cm 60×53
Spessore tavola di appoggio: cm 1,8
Spessore con plexiglass : ± cm 4,2
Peso: ± 6 kg